Dopo la prova arriva una fase spesso sottovalutata: la scelta delle tipologie e delle sedi, che nel 2026 si svolgerà tra il 16 e il 22 settembre. Abbiamo parlato con l'area orientamento dell'Accademia OMS di come affrontare questa decisione con consapevolezza.
Perché la fase di scelta è così delicata?
Perché è il momento in cui il punteggio si traduce in una decisione concreta che condizionerà anni di vita professionale. Molti candidati ci arrivano impreparati, concentrati solo sulla prova. Invece la scelta della specializzazione e della sede andrebbe ragionata in anticipo, con criteri chiari e dati alla mano.
Quali criteri suggerite di considerare?
Innanzitutto le proprie reali inclinazioni, ma anche dati oggettivi: l'attrattività delle scuole, i tassi storici di assegnazione, la collocazione geografica. Decisioni informate riducono il rischio di scelte impulsive di cui ci si pente. La consapevolezza nasce dall'incrocio tra desiderio personale e realtà dei numeri.
Una scelta consapevole nasce dall'incrocio tra ciò che desideri e ciò che i dati ti dicono. Ignorare uno dei due fattori porta a decisioni fragili.
Che cosa intendete quando parlate di prima scelta?
Per noi la prima scelta indica una delle prime opzioni che lo studente ha realmente indicato come desiderata. Costruiamo tutto il percorso intorno a questo obiettivo, perché entrare in specializzazione è importante, ma entrare in quella giusta lo è ancora di più. Per questo il nostro lavoro non finisce con la prova: accompagniamo lo studente anche nella fase di scelta.
Un messaggio per chi sta per iniziare questo percorso?
Iniziate a informarvi presto, senza aspettare l'esito della prova. Conoscere il sistema, le scadenze e i meccanismi di scelta vi mette nelle condizioni di decidere con lucidità quando conta davvero. La preparazione riguarda anche questo: arrivare informati a ogni passaggio.

